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Immagine della Madonna Pellegrina

venerata nel suo Santuario

35126 Padova - Via G.F. D'Acquapendente, 60

Storia del Santuario

 La storia dì questo Santuario è molto semplice. Questo luogo di culto e devozione mariana non ha origini lontane che sì perdono nella notte dei tempi, nella leggenda, o in apparizioni della Vergine, com'è per molti altri santuari mariani.

Esso è un luogo di pietà mariana popolare, tanto caro ai padovani della città e della diocesi, che è sorto appena 45 anni fa.

L'idea di questo Santuario prende il via da due avvenimenti: il voto di un Vescovo di Padova e la «peregrinatio Mariae» degli anni 1949-1950.

Anzitutto il voto del Vescovo: quando durante la seconda guerra mondiale il pericolo dei bombardamenti aerei su Padova si fece più grave, il 31 gennaio 1943 — domenica — il Vescovo di allora, Mons. Carlo Agostini, a conclusione d'una processione penitenziale dal Duomo al Santo, durante la quale il presule portava personalmente la croce in testa al corteo, fece voto a nome di tutta la cittadinanza che qualora la città fosse rimasta incolume dai mali della guerra «verrà eretta in onore del Cuore Immacolato di Maria una nuova chiesa». Le cronache dell'avvenimento parlano di una folla immensa accorsa al rito propiziatorio, tanto che la basilica del Santo fu incapace di contenerla; si rese, infatti, necessaria una duplice funzione conclusiva all'interno della basilica stessa. E unanime fu l'approvazione dei partecipanti al gesto del Vescovo.

A guerra finita egli stesso, l'8 dicembre 1948, benedisse la prima pietra di questo santuario mariano, destinato ad essere punto di riferimento di una nuova parrocchia, l'ultima delle sette programmate dal Vescovo Agostini nei sobborghi della città.

Quando fu pronta la cripta sotto la chiesa in costruzione, il 18 giugno 1949 il Vescovo Agostini eresse la parrocchia del Cuore Immacolato di Maria con territorio dismembrato da 5 parrocchie.

La nuova parrocchia fu riconosciuta civilmente il 5 agosto 1951. La chiesa — insieme santuario mariano, popolarmente chiamato della Madonna Pellegrina — aperta al culto il 10 giugno 1950, terminati i lavori di rifinitura e collocata sui suo trono la bella statua della Madonna Pellegrina, reduce dal gran passaggio, attraverso la diocesi, venne consacrata il 10 dicembre 1954, anno mariano proclamato da Pio XII a ricordare il secolo della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione della Vergine Maria.

Le origini dunque di questo tempio mariano si ricollegano ad un altro avvenimento, ad una storia popolare molto bella che in diocesi per oltre due anni ha coinvolto l'intera popolazione della città, della pianura e della montagna: la «Peregrinatio» cioè il passaggio della Madonna, di cui appunto il Santuario porta il nome anche se è dedicata al Cuore Immacolato di Maria.

Pio XII evidentemente era rimasto molto impressionato dal messaggio della Vergine ai veggenti di Fatima, che conteneva la richiesta della Madonna di consacrare il mondo e la Chiesa al Suo Cuore Immacolato: egli stesso più volte ripetè questo gesto durante il suo pontificato sotto l'uragano della guerra.

Il sorgere di una chiesa in città dedicata al Cuore Immacolato di Maria risente di questo particolare momento storico e di questa sensibilità e appello del papa di allora. Durante il passaggio della Madonna Pellegrina, uno degli atti più commoventi era la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, a conclusione della sosta della venerata Immagine in una parrocchia, attraverso il Sindaco o il Parroco stesso. Ma la popolazione partecipava in pieno a quel gesto: era stata preparata lungamente da un periodo di preghiera, di accostamento ai sacramenti, per cui il passaggio della Vergine era ben più di una missione per gli effetti spirituali che produceva. Era tutto un accorrere di intere popolazioni — gente di tutte le età, specialmente i malati: tutti volevano essere presenti al momento dell'arrivo e della partenza della Madonna Pellegrina. In un fervore irripetibile e forse dalla mentalità moderna poco comprensibile, ma che maturò allora veri prodigi di grazia e grandi conversioni. L'entusiasmo popolare, la travolgente devozione mariana di massa portò non pochi indifferenti e lontani all'ascolto della parola di Dio e ai sacramenti. Si parla poi di veri e propri miracoli anche fisici. Nessuno comunque restò indifferente al passaggio della Madonna Pellegrina e fu tutta una gara per preparare addobbi e allestire illuminazioni per la processione e le veglie notturne. I privilegiati erano come sempre i sofferenti, i malati.

Il fatto sociale più grosso fu la partecipazione e la riconciliazione degli animi. Per tutti fu una risposta della fraternità umana e cristiana.

La guerra, le violenze che essa aveva scatenato avevano sconvolto i rapporti tra le varie categorie di persone, vendette che minacciavano di perdurare e divedere ulteriormente famiglie, persone, partiti, ecc. Ma al passaggio di Lei tutti si sentivano più buoni, più fratelli, pronti a ricominciare di nuovo tra le rovine ancora fumanti dell'immane conflitto mondiale.

E tanto ha inciso questo passaggio della Madre che una volta intronizzata la venerata immagine nel suo santuario, folti pellegrinaggi giunsero per parecchi anni a restituire la visita alla Pellegrina. E ancora oggi giungono numerosi i pellegrini da vicino e da lontano specialmente di domenica e nelle feste mariane.

Oggi questo Santuario è certamente una delle chiese della città più frequentate e amate dai padovani.