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Immacolata dei Miracoli

Suore di Carità dell'Immacolata Concezione

Via Madre Antonia Verna 2

10015 Ivrea

L'8 dicembre 1859, festa della Immacolata Concezione, i coniugi Pizio di Torino si facevano protestanti dietro promessa di aiuti finanziari, essendo essi nell'indigenza. Lo stesso giorno, il padre, Alberto Pizio, cercava di vendere alcuni vecchi mobili e, tra questi, un bel quadro della Vergine dipinto su legno.

Ma i compratori, vedendo l'immagine dell'Immacolata, proruppero in orrende bestemmie e uno di essi tentò ripetutamente di farlo a pezzi con una scure. Se non che la scure si ruppe, ma l'immagine rimase illesa. Infuriati i tre malviventi gettarono il quadro sul fuoco, ma il miracolo si ripeté, le fiamme carbonizzarono tutto il legno intorno alla immagine, rispettando prodigiosamente la figura della Vergine. I profanatori fuggirono allora spaventati e il Pizio nascose il quadro. Un mese dopo, sua moglie, saputa la cosa, incredula e ostinata nelle sue idee, volle a sua volta tentare di distruggere il quadro. Lo asperse con alcool e gli diete fuoco. Nuovamente si ripeté il miracolo. Tormentati dai rimorsi i due coniugi si consigliarono con un Sacerdote, che suggerì loro di consegnare il quadro a qualche persona pia che pregasse per loro.

Essi decisero di consegnarlo alle prime persone religiose che avrebbero incontrato la sera del mercoledì santo 1860. La Provvidenza dispose che tali persone fossero precisamente due religiose della Congregazione dell'Immacolata Concezione d'Ivrea recentemente fondata. Da allora il quadro venne gelosamente conservato dalle suddette Suore, le quali lo hanno ora esposto alla pubblica venerazione in un grandioso Tempio che sorge ad Ivrea presso la loro Casa Madre.

I fatti prodigiosi riguardanti la taumaturga Effige vennero esaminati in un regolare processo canonico indetto nel 1910 dal Cardinale Agostino Richelmy di Torino, di esso si conserva copia autenticata nell'Archivio della Casa Generalizia di Roma.