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B.V. del Pianto

Arcene

L'immagine della B.V. Addolorata che si venera nel Santuario di Arcene era dipinta sotto il portico di una vecchia casa colonica già di proprietà del monastero di Pontida, passata nel 1487 alla basilica ducale di San Marco in Venezia e nel 1668 ai principi Giovannelli. Non se ne conosce l'autore, ma dovrebbe trattarsi verosimilmente di un anonimo "madonnaro" del sec. XVII.

E' un affresco successivamente tolto dal muro e chiuso in una cassa in legno di rovere.

Il 5 aprile 1864 alle ore 10 ebbero inizio i fatti che richiamarono l'attenzione prima di Santa Bussini Bertola, una massaia che colà abitava, poi - man mano che i fatti si andavano ripetendo per ben diciannove giorni sino al 25 maggio - di un numero sempre crescente di persone, fino ad essere constatati da una vera folla.

Estrema prudenza e riserbo, allora, da parte dell'autorità ecclesiastica che però, non poté non ammettere ciò che la pietà dei fedeli aveva acquisito sin dal primo giorno: un "segno" ed un messaggio di Maria Addolorata per i suoi figli.

Il vescovo Pierluigi Speranza autorizzò nel 1873 il prevosto Celestino Brignoli a costruire un tempio. Il progetto fu dell'architetto veneto Ponzetti. La cappella centrale fu benedetta dallo stesso vescovo Speranza il 15 marzo1874.

I dipinti: i "sette dolori" sono del milanese Natale Riva; gli affreschi delle volte, rappresentanti gli episodi più salienti del trasudamento e pianto della venerata immagine, sono di Nino Nespoli e Giacomo Piccinini, con elementi decorativi di G. Belotti. Le vetrate istoriate sono di Taragni e Nani; il portale in rame sbalzato ed il mosaico esterno di Claudio Nani.

Incoronata dal Vescovo Mgr. Clemente Gaddi il 5 aprile 1964, primo centenario della prodigiosa manifestazione.