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S. Maria della Consolazione

Roma

Un nobile romano, Giordanello degli Albertini, rinchiuso nella prigione del Campidoglio, dispose per testamento (1385) che fosse dipinta un'effige di Maria ante furcas. Il primogenito Giacomo fece eseguire l'immagine sul muro presso S. Maria delle Grazie nel vico Jugario.

Il 26 giugno 1470 l'effige, invocata da un condannato che saliva il monte Tarpeo, conserv˛ in vita l'impiccato. Tale prodigio e altri molti accrebbero la divozione popolare e quella dei Confratelli delle Grazie che vollero erigere una chiesetta in onore del dipinto detto fin da allora "Madonna della Consolazione". Ivi fu sistemata e affrescata dal celebre Antoniazzo Romano (consacr. 3 nov. 1470)

Costituitasi una "compagnia" o confraternita, accanto alla chiesa fu aperto anche un ospedale che fu poi unito agli altri due vicini di S. Maria in Portico e S. Maria delle Grazie (1506) e fusi in un unico arcispedale (con le tre Madonne) di "S. Maria della Consolazione".

La pia istituzione divenne uno dei pi¨ insigni complessi ospedalieri di Roma. Chierici, sanitari, artisti, i campioni della sanitÓ dei sec. XVI - XIX (Ŕ ricordato in particolare S. Luigi Gonzaga) contribuirono al suo incremento e alla sua fama.

Varie corporazioni d'arte e mestieri (osti, vignaioli, pescatori, pecorai) accanto a famiglie patrizie (Mattei, Pelucchi, Dondoli, Santacroce) vollero qui le loro cappelle e vi trovarono assistenza spirituale e cura gratuita.

Nel 1583 - 85 su pianta e disegni di Giacomo Della Porta, era costruita una cappella pi¨ decorosa e Sisto V comunicava tutti i privilegi e facoltÓ dell'arcispedale di Santo Spirito in Sassia. Dal 1600 il tempio, compiuto su disegno di Martino Longhi senior, e includente i sacelli preesistenti appare nella forma attuale, che ebbe la sua facciata nel 1827 su lavoro di Pasquale Belli.

Le vicende dell'800 ridussero l'opera ospedaliera e la caritÓ laicale, che univa fede e lavoro, de "La Consolazione" la quale cess˛ definitivamente nel 1936. Tempio mariano e devozione rimasero alla cura dei PP. Cappuccini che vi hanno costituito prima il Centro Nazionale del TOFr. (1948) e poi (1969) la sede  della Conferenza dei Superiori Prov. d'Italia.